Nella Legge di Bilancio 2021 all’esame del Parlamento è stato inserito un emendamento che prevede misure a sostegno del lavoro giornalistico che impattano sul fronte degli incentivi per l’occupazione nel settore giornalistico, il trasferimento a carico dello Stato degli oneri sostenuti dall’Inpgi per gli ammortizzatori sociali e la sospensione del commissariamento per ulteriori sei mesi (leggi: Nella Legge di Bilancio 2021 le prime misure per il riequilibrio della gestione previdenziale dell’Istituto). Misure insufficienti a ripianare il dissesto finanziario dell’Istituto, conseguenza di una crisi occupazionale senza precedenti, prepensionamenti e abuso di lavoro atipico.

Come maggioranza avevamo sollecitato il Governo ad anticipare la misura contenuta nell’art 16 quinquies del DL 34/2019 che prevede dal 2023 il trasferimento da Inps a Inpgi dei contributi di quanti lavorano a vario titolo nell’ambito dell’informazione e della comunicazione. Non una garanzia pubblica che la legge vieta per tutte le casse privatizzate e che, qualora fosse mai rivisto il quadro legislativo completo, toglierebbe il controllo dell’Inpgi da parte della categoria, affidandolo allo Stato (come accaduto all’Inpdai).

Il Governo non solo ha già smentito la fantasiosa ipotesi di ripianare il buco anno per anno con la finanza pubblica, ma nonostante ripetute rassicurazioni ha in ultimo anche disatteso la richiesta di allargamento della platea assicurando, solo dopo le pressioni della categoria, che ciò sarà affrontato all’interno di un «percorso condiviso e serrato di confronto nei prossimi 6 mesi», durante i quali l’istituto dovrà approntare riforme per riequilibrare i conti dell’istituto.

Siamo convinti che non esista previdenza senza buona occupazione e, per questo, aderiamo all’appello rivolto al Presidente della Repubblica e firmato da centinaia di colleghi per contrastare il precariato (leggi: Precariato e sfruttamento: dignità del lavoro per salvare Inpgi). Il confronto in seno al cda è appena iniziato, a dispetto delle fake news diffuse dai consiglieri delle opposizioni. Sarà avviato un confronto ampio nella categoria sul futuro dell’Inpgi, ma vogliamo rassicurare che non saranno adottati tagli lineari, inutili a risollevare le sorti dell’istituto. Qualsiasi eventuale intervento sarà improntato a criteri di equità e sostenibilità sociale. Ci auguriamo che tutti i soggetti in campo facciano la propria parte per raggiungere l’obiettivo di un Inpgi con i conti in ordine ma autonomo, scongiurando il commissariamento che, questo sì, provocherebbe solo tagli lineari, dolorosi e inutili. A partire dal Governo che si deve assumere la responsabilità della trattativa per l’ingresso dei comunicatori pubblici.

I consiglieri d’amministrazione dell’Inpgi
Domenico Affinito
Ida Baldi
Giuseppe Gulletta
vicepresidente
Massimo Marciano
Giuseppe Marzano
Claudio Scarinzi
Massimo Zennaro

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