
Il cordoglio e il ricordo del Pontefice scomparso nelle parole dei rappresentanti degli enti di categoria

Profondo cordoglio da parte del mondo dell’informazione è stato espresso dal presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Bartoli, da Alessandra Costante, segretaria generale del sindacato unitario di categoria, la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), dal presidente della Fnsi, Vittorio Di Tratani, e dalla rappresentanza sindacale dei giornalisti della Rai, l’Usigrai.
«Ha saputo parlare alla gente – ha detto il presidente Bartoli – con umanità e consapevolezza, rompendo spesso gli schemi, ha scosso le coscienze intervenendo su temi cruciali, con attenzione approfondita anche sulle questioni legate ai temi dell’informazione, della comunicazione e della libertà di stampa. Papa Francesco ha segnato il suo magistero sempre in favore degli ultimi, dei migranti, dei dimenticati, delle donne vittime di violenza. È intervenuto nella richiesta di un impegno corale della comunità internazionale per tutelare l’ambiente e più volte ha cercato di porre le basi per una vera “fratellanza umana” al di là delle appartenenze culturali e religiose, in un mondo di nuovo squassato dalle guerre: dalla Siria all’Ucraina, da Israele/Gaza all’Africa».
«Con i suoi messaggi in occasione delle Giornate mondiali della comunicazione – ha detto la segretaria Costante – ha sempre esortato i giornalisti a raccontare le periferie del mondo, rispettando la verità e la dignità di tutti gli altri esseri umani. Esortazioni ribadite in occasione del Giubileo della Comunicazione a gennaio scorso: andare per guardare con il cuore e poter scrivere e dire la verità».
«Un Papa per molti aspetti rivoluzionario – ha aggiunto Costante -, Pontefice giunto dall’altra parte del mondo che del mondo del terzo millennio si è fatto interprete a tutto tondo, a cominciare proprio dal sistema dell’informazione e della comunicazione. Celebri i suoi moniti a consumare le suole delle scarpe, a “stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni”, ad “ascoltare con l’orecchio del cuore”, a comprendere la realtà senza pregiudizi per poi spiegarla senza vendere illusioni o paure, ma per “dare ragioni per sperare”».
«Chiedeva sempre, anche in questi giorni, di pregare per lui. Questa, credo, sia l’unica cosa da fare ora: per chi ha fede – qualunque essa sia – pregare; per chi non ha fede, rivolgere a lui un pensiero. Per il resto, ci sarà tempo». Questo è il commento, affidato a un post sul suo profilo Facebook, del presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani.
«Profondo cordoglio per la morte di Papa Francesco» è stato espresso in un comunicato dall’Usigrai, l’Unione sindacale dei giornalisti Rai della Fnsi. «Difendete i posti di lavoro, aveva detto Bergoglio all’Usigrai in occasione dell’incontro nel quarantennale del sindacato dei giornalisti Rai in piazza San Pietro – ricorda il sindacato -. Oggi che il Papa ci ha lasciati il nostro impegno resta quello di tenere fede al suo appello a difendere la dignità dei lavoratori e il diritto al lavoro. La sua azione universale a favore degli ultimi e l’appello alla speranza con cui ha aperto il Giubileo sono un punto di riferimento che supera i confini della fede e investe ciascuno di noi della responsabilità di agire dentro i nostri contesti culturali e professionali per il conseguimento di una giustizia sociale che non lasci indietro chi oggi ha meno diritti o non li ha riconosciuti come essere umano».
Nell’immagine di copertina: Papa Francesco benedice la folla (foto di Alfredo Borba diffusa con licenza CC BY-SA 4.0)

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